Quante volte entriamo in sala con l’idea di “fare allenamento”? Indossiamo la divisa, controlliamo l’arma, iniziamo la lezione, tiriamo qualche assalto, sudiamo, magari usciamo anche soddisfatti. Ma quante volte, invece, ci alleniamo davvero?
Sembrano la stessa cosa. In realtà non lo sono affatto.
Fare lezione significa eseguire esercizi, seguire le indicazioni del maestro, tirare per vincere l’assalto e tornare a casa stanchi. Allenarsi con uno scopo è qualcosa di diverso: significa entrare in pedana sapendo cosa vogliamo migliorare quel giorno. Non “allenarsi” in generale, ma lavorare su un punto preciso, anche piccolo, anche invisibile agli altri.
Ed è lì che si fa la differenza.
Tirare un assalto per vincere è naturale. È istinto competitivo, è la parte più immediata e gratificante della scherma. Allenarsi per migliorare, invece, è una scelta consapevole. Richiede disciplina, pazienza e, a volte, anche la disponibilità a perdere qualche stoccata.
Se durante un assalto ripetiamo sempre l’azione che ci riesce meglio, se evitiamo le situazioni che ci mettono in difficoltà, se pensiamo solo al punteggio, stiamo competendo. Ma non è detto che stiamo crescendo.
Allenarsi con uno scopo significa fare esattamente il contrario: provare quell’azione che in gara eviteremmo, lavorare sulla distanza che non controlliamo bene, insistere su un tempo che non sentiamo ancora nostro. Significa accettare l’errore come parte del processo, non come un fallimento. Significa capire che la crescita passa dall’intenzione.
Uno schermidore accelera il proprio percorso quando diventa consapevole. Quando sa cosa sta facendo, capisce perché lo sta facendo e impara a riconoscere i propri errori senza cercare alibi. La consapevolezza trasforma l’allenamento da semplice routine a strumento di miglioramento.
Bastano pochi minuti alla fine della lezione per fare la differenza. Chiedersi: cosa ho fatto bene oggi? Dove ho avuto difficoltà? Ho lavorato davvero sull’obiettivo che mi ero dato? Tre domande semplici, tre minuti di riflessione. E un allenamento qualunque diventa un allenamento efficace.
In questo percorso, il confronto con il maestro è fondamentale. Spesso la distanza tra stagnazione e miglioramento si riduce a una domanda fatta al momento giusto. “Su cosa dovrei concentrarmi questa settimana?” “Qual è il mio limite tecnico principale?” “Qual è la priorità per fare il salto di qualità?” Sono domande che dimostrano maturità sportiva. La scherma è uno sport individuale, ma la crescita non è mai solitaria.
Alla fine, la vera differenza non la fa la stoccata che entra. La fa tutto ciò che l’ha resa possibile. Il lavoro invisibile, ripetuto, pensato, costruito giorno dopo giorno in sala.
Allenarsi con uno scopo significa rispettare il proprio tempo, il proprio talento e il percorso che si sta costruendo. Significa dare valore a ogni lezione.
La prossima volta che entrerai in pedana, prova a farlo con una domanda chiara in testa: “Cosa voglio migliorare oggi?”
La risposta, spesso, vale più di una vittoria.

In Foto: COLLINI NICOLO’
Foto: TRIFILETTI Andrea / Bizzi Team